In quel mattino venni io a prenderti laggiù per tempo
Tu stavi per sparire, io volevo l’ultimo abbraccio
Così potevo anche aiutarti con il tuo bagaglio
E mi volevi tu tener le mani quasi fossi perso
Avevi paura che fossi io travolto dagli auto
Bensì desideravi che facessi io lo stesso vaggio
Comunque, noi giungiammo lì al luogo donde nacque tutto
La roba venne posta al sicuro per il pomeriggio
E dovevamo poi pranzare, non insieme, che peccato!
Convenne stare compiti, ciascuno con il suo invito
Fra tutti gli amici io tentai di far migliore viso
Potemmo rivederci lì al luogo che sospese tutto
Purtroppo era ora di provar a dir per forza ciao
Il taxi era puntuale, ma andava attendendo
Dicesti tu, di nuovo ci ritroveremo, lo credemmo
Ma io neppure seppi cosa ti risponder tanto presto
Ancora oggi ho lo stesso nodo alla gola, io lo sento
E lo avevo quando quel tassista ti portò lontano
Ma ti guardai andartene, sicché credetti esser morto
Andai in giro come se avessi perso l’equilibrio
Ancora oggi gironzolo nella vita senza scopo
Infatti solo attraverso quei poemi sta il sogno
Ebbene, eccomi, scrivendo questo testo forse sciocco
Però le false rime qui, nemmeno le creai ammodo
Sarei un giorno all’altezza pur di te, l’amore mio?